{"id":115,"date":"2024-04-05T14:04:24","date_gmt":"2024-04-05T14:04:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/?p=115"},"modified":"2024-04-08T14:20:10","modified_gmt":"2024-04-08T14:20:10","slug":"la-piazza-forte-militare-di-la-maddalena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/?p=115","title":{"rendered":"La Piazza Forte Militare di La Maddalena"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #c40202;\"><strong>LA MADDALENA<\/strong><\/span> &#8211; Nel contesto politico internazionale della Triplice Alleanza con Germania e Austria, lo Stato italiano decise di realizzare nell\u2019Arcipelago di La Maddalena una moderna Piazzaforte Militare, allo scopo di controllare il Tirreno centrale e tenere sotto pressione il confine francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1887, con legge nazionale si autorizzava il Ministero della Marina ad un impegno straordinario di spesa per la costruzione di batterie, caserme, dighe, strade, supporti logistici ed abitazioni sulle isole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pochi anni, La Maddalena e Caprera furono interamente predisposte per la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi fortificazioni, quasi invisibili dal mare, sono: <strong>Nido d\u2019Aquila, Punta Tegge, Punta Villa, Trinita e Peticchia sull\u2019isola di La Maddalena; Stagnali, Punta Rossa, Poggio Rasu e Arbuticci sull\u2019isola di Caprera<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-116\" src=\"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Moneta-1890.png\" alt=\"\" width=\"621\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Moneta-1890.png 621w, https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Moneta-1890-300x172.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrariamente a quanto previsto, gli sviluppi della Prima Guerra Mondiale non interessarono da vicino le coste maddalenine e le fortificazioni rimasero praticamente inutilizzate. Alla conclusione della guerra, i precari equilibri internazionali portarono lo Stato italiano ad investire nuove risorse sulla Piazzaforte maddalenina al fine di renderla difendibile dalle incursioni aeree.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante gli anni \u201930 e \u201940 furono edificate, nelle zone periferiche dell\u2019Arcipelago, numerose batterie mimetizzate sotto roccia: <strong>Spalmatore, Carlotto e Puntiglione sull\u2019isola di La Maddalena; Zavagli, Zanotto e Petrajaccio a Spargi; Candeo, Messa del Cervo, Isola del Porco, Poggio Bacc\u00e0 e Punta Coda a Caprera; Punta dello Zucchero a Santo Stefano<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>Stazione Vedetta Monte Budello<\/strong>, uno dei siti militari pi\u00f9 vicini alle Bocche di Bonifacio, \u00e8 un esempio straordinario di architettura bellica. Ben mimetizzata tra granito e vegetazione, la Stazione dipendeva dal Comando del Faro di Razzoli ed era costituita da un casotto di vedetta sulla cima di Monte Budello, da una casermetta poco pi\u00f9 in basso e da altre due postazioni di avvistamento sulla costa sud dell\u2019isola, rivolte verso Spargi. In tempo di guerra, era frequentata da non pi\u00f9 di quattro militari con una dotazione minima, tra cui due mitragliatrici, un fanale di guerra e un cannocchiale montato su un treppiedi. Alle spalle della Spiaggia Rosa, \u00e8 ancora ben visibile un casotto approdo-cavi, con relativa casermetta di vigilanza. Sulla Spiaggia del Cavaliere esiste un secondo casotto da cui i cavi raggiungevano l\u2019isola di Santa Maria e poi quella di Razzoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla presenza della <strong>Piazzaforte<\/strong>, nei primi decenni del novecento giunse a La Maddalena un nutrito gruppo di militari provenienti da varie regioni italiane nonch\u00e9 un numero consistente di famiglie sarde attirate dalle nuove opportunit\u00e0 di lavoro create dalla Marina Militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle 2.000 unit\u00e0 dell\u2019Ottocento, la popolazione pass\u00f2 vertiginosamente a oltre 10.000 abitanti nel 1911 e a 16.000 nel 1936.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-117\" src=\"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/case-operaie_moneta.png\" alt=\"\" width=\"626\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/case-operaie_moneta.png 626w, https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/case-operaie_moneta-300x171.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove componenti etniche andarono ad aggiungersi alle famiglie di origine corsa, ai pescatori provenienti dall\u2019Italia Meridionale ed agli scalpellini giunti dalle regioni centro-settentrionali per lavorare l\u2019ottimo granito della <strong>cava di Cala Francese<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il centro abitato, nel giro di vent\u2019anni, si estese fino a dimensioni sei volte superiori rispetto al passato e con una divisione marcata tra \u201c<em>citt\u00e0 borghese<\/em>\u201d e \u201c<em>zona militare<\/em>\u201d; vennero aperte sei scuole, cinque cinema e due case di tolleranza; si costruirono il <strong>Palazzo Comunale, il campo sportivo, l\u2019acquedotto, l\u2019ospedale militare e le prime case popolari<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Arsenale Militare, che nel 1910 impiegava gi\u00e0 117 civili e circa 200 detenuti addetti ai lavori forzati, divenne per i maddalenini la principale fonte di occupazione. Nei primi anni del \u2018900 venne af\ufb01data, tramite gara d\u2019appalto, la costruzione del dromo di Budelli e nel 1910 fu costruito il Faro di Punta Filetto sull\u2019isola di Santa Maria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la Seconda Guerra Mondiale, l\u2019Arcipelago fu teatro di sanguinosi eventi, legati soprattutto alle vicende della flotta italiana ed alla presenza della Piazzaforte Militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943, La Maddalena, in particolare la batteria di Nido d\u2019Aquila, fu uno dei rari luoghi d\u2019Italia in cui i soldati italiani spararono per primi contro quelli tedeschi. Inoltre, si ricorda l\u2019affondamento <strong>dell\u2019incrociatore Trieste<\/strong>, nella rada di Mezzo Schifo, ad opera degli anglo-americani nell\u2019aprile del 1943 e quello della <strong>corazzata Roma<\/strong>, al largo dell\u2019Arcipelago, nei giorni immediatamente seguenti l\u2019Armistizio, stavolta per mano tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In memoria degli oltre mille uomini che persero la vita nelle acque del Nord-Sardegna, venne eretta, sugli scogli dell\u2019isola di Santo Stefano, una colonna granitica affiancata da una scultura allegorica <strong>raffigurante l\u2019Uccello delle tempeste<\/strong>. Le bombe sganciate su Budelli nel tentativo di colpire la Stazione Vedetta di Monte Budello, fortunatamente, non colpirono ne gli obiettivi militari ne la Spiaggia Rosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-118\" src=\"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piazzaforte-2.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piazzaforte-2.png 800w, https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piazzaforte-2-300x167.png 300w, https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/piazzaforte-2-768x427.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 agosto 1943, un mese prima dell\u2019armistizio, era stato trasferito a La Maddalena, come prigioniero, Benito Mussolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019isolamento di <strong>Benito Mussolini<\/strong>, durato venti giorni e consumato nella villa ottocentesca <strong>Villa Webber <\/strong>&#8211; (costruita dal Viceconsole inglese <strong>James Webber)<\/strong>, f\u00f9 pressoch\u00e9 totale, interrotto solamente da alcune sporadiche visite del Parroco di La Maddalena <strong>Don Salvatore Capula<\/strong>. La vicenda si concluse con l\u2019improvviso trasferimento del duce sul Gran Sasso. Durante la prigionia, <strong>Mussolini<\/strong>, ormai in preda a sconforto, si \ufb01rm\u00f2 defunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al termine del conflitto, le pesanti condizioni di pace imposte all\u2019Italia determinarono lo smantellamento della Piazzaforte e generarono una lunga crisi economica ed un lento decadimento sociale della comunit\u00e0 isolana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<em>Parzialmente tratto da \u201cLa spiaggia rosa e l\u2019isola di Budelli. Guida naturalistica e storica\u201d\u00a0di Marco Leoni, Fabio Presutti, Luca Bittau<\/em>).<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":119,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=115"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":219,"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/115\/revisions\/219"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anmilamaddalena.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}