Il 23 Agosto del 2004 fu sospeso il Servizio Militare di Leva
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(La riflessione del “vecio” Plek…)
“Lo voglio ricordare a modo mio…”
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TEMPIO PAUSANIA – “Un servizio svolto con Onore da Ragazzi che gestivano armi, equipaggiamenti, materiali; Ragazzi di 19 anni che guidavano carri armati, camion, pullman, escavatori, autocisterne, spesso in situazioni climatiche proibitive e su itinerari impossibili; Ragazzi di 19 anni che si lanciavano dagli aerei, che difendevano confini, caserme, polveriere, seggi elettorali, obiettivi sensibili; preparavano da mangiare, governavano animali, compilavano e aggiornavano registri, gestivano uffici, usavano le radio-comunicazioni e tenevano i collegamenti…
Ragazzi “medici” che hanno curato e assistito tanti militari e civili, nelle situazioini più difficili dei nostri tempi.
Ragazzi che hanno donato la loro opera nei Vigili del Fuoco, nella Protezione Civile e nelle Forze di Polizia a favore di tutta la nostra comunità Nazionale.
Ragazzi che sulle Motovedette della Guardia Costiera, con tempo proibitivo e altamente rischioso, coraggiosamente si sono impegnati a salvare le vite umane.

Ragazzi di 19 anni che hanno dovuto impugnare anche le armi in situazioni difficili, durante le missioni più pericolose all’estero, mentre a pochi metri da loro sbalzavano i loro compagni… ed ognuno, anche con tanta paura, si sentiva responsabile della vita dei loro commilitoni…

Poi tutto finiva il 23 agosto 2004 e tutti questi ragazzi di oggi non poterono più affrontare queste importanti esperienze di vita che li avrebbe forgiati e portati al ritorno della loro vita comune e operare ognuno a proprio modo… almeno con una impronta più sana e genuina!

Questo non è che un doveroso ricordo per tutti i Ragazzi di leva che hanno servito la Nazione dal 1861 al 2005. E grazie a loro, lo si deve evidenziare, tutta l’operatività e la logistica dell’Esercito e di tutte le Forze Armate poteva esistere e funzionare.

Non basteranno mai i più brillanti aggettivi per rendere Loro il giusto merito.
Tanti, lo dobbiamo ricordare, hanno anche pagato con la loro vita o portano ancora i segni sul loro corpo di episodi tragici, fatalità o anche imprudenze.
Impossibile non ricordarli ed onorarli… Grazie a questi ragazzi”.
Capo 1^cl. “SC” Np (c) Gianfranco PLECHERO
(ANMI La Maddalena)
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