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La Maddalena. Il 9 Settembre si ricorda l’affondamento della “Corazzata Roma e dei Cacciatorpedinieri Danoli e Vivaldi”

Posted on 2 Settembre 20263 Settembre 2026 by ANMI LA MADDALENA

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LA MADDALENA – Il Comando Marina Ovest di Cagliari, Presidio Militare di Marina in Sardegna, rende noto che il 9 settembre prossimo, la Marina Militare, in collaborazione con il Comitato Avegno e con il sostegno del Comune di La Maddalena, celebrerà la “Giornata della memoria dei caduti nell’affondamento della Corazzata Roma e dei Cacciatorpedinieri Danoli e Vivaldi”, una ricorrenza che, giunta al suo 77° anniversario, rappresenta un momento di profondo raccoglimento e riflessione, volto a onorare il sacrificio di tutti quei marinai, militari e civili, che hanno perso la vita in mare durante le operazioni navali e di guerra dell’ultimo conflitto mondiale.

La cerimonia, in forma solenne, avrà luogo alle ore 10.00 a La Maddalena, presso il Piazzale antistante la Capitaneria di Porto-Banchina Punta Chiara, alla presenza di un picchetto Armato della Marina Militare che renderà gli onori.

Alla cerimonia, saranno presenti le Autorità Civili e Militari, con i rappresentanti del “Comitato M.O. Carlo Avegno”, rappresentati dagli Ammiragli Mario Rino ME e Giancarlo Orioni (ANMI La Maddalena), il Sindaco di La Maddalena Fabio Lai, il Comandante del Presidio Militare di Marina Capitano di Vascello Francesco Maffiola, il Parroco e Cappellano Militare Don Umberto Deriu, il Capo del Compartimento Marittimo C.F. Vittorio Vanacore, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale, e le Associazioni d’arma, con i Marinai d’Italia che scorteranno il Medagliere della Marina Militare.

Successivamente, una Motovedetta della Guardia Costiera procederà con la deposizione di una corona d’alloro presso il Monumento “La Procellaria” (scoglio Roma), sull’Isolotto della Paura (Monumeto Roma Isola del Pesce), in omaggio ai caduti della Regia Corazzata Roma e dei Cacciatorpedinieri Vivaldi e Danoli, nonché ai caduti del Regio Arsenale Militare di Moneta.

Domenica 13 settembre, alle ore 11.00, (con le stesse modalità di rito), si terrà la Cerimonia commemorativa ai caduti della “Battaglia di La Maddalena 9-13 settembre 1943” con la deposizione di una corona d’alloro presso il Monumento in via Amerigo Vespucci a Moneta.


La Memoria

Dopo l’armistizio, con gli angloamericani, l’8 settembre 1943, (Vedi) – la Regia Corazzata Roma, nave ammiraglia della nostra Marina, riceve l’ordine di abbandonare La Spezia per raggiungere la Rada di La Maddalena.

La mattina del 9 settembre, con rotta La Maddalena, giunta al Traverso di Santa Tresa di Gallura, giunge la notizia dal semaforista di Capo Testa che l’Isola è stata occupata dai tedeschi, che sganciano bombe radiocomandate colpendo i Cacciatorpedinieri Da Noli e Vivaldi, con l’intento di occupare la Piazza Forte maddalenina, ma che grazie al Capitano di Vascello Carlo Avegno, comandante del Regio Arsenale Militare, resistette all’attacco respingendo i tedeschi.

Alle ore 16.05 circa, la Regia Corazzata Roma, nel tentativo di sottrarsi dai colpi degli aerei tedeschi tentò di proseguire la navigazione per sottrarsi all’attacco tedesco, a tribordo e per guadagnare la costa, ma non ebbe il tempo di difendersi e così, in poco tempo, alle ore 16.11 – colpita da una bomba razzo radiocomandato HS293 – colò a picco in due tronconi sul punto: Latitudine 041° 24′ Nord – Longitudine 007° 48′ Est. – e cioè a 33 miglia (circa) a Nord/Ovest dell’Isola dell’Asinara.

Morirono 1.393 uomini, su un equipaggio di 2.021 unità, della Marina Militare.

La Battaglia di La Maddalena

Il 13 settembre, in risposta agli attacchi e all’occupazione tedesca, alcuni ufficiali della Base, come il maggiore Renato Barsotti e il capitano di vascello Carlo Avegno Comandante del Regio Arsenale di Moneta – (poi caduto negli scontri), organizzarono uno spettacolare contrattacco, a cui parteciparono anche numerosi operai militarizzati dell’Arsenale Militare.

il comandante Avegno condusse una compagnia di marinai, soldati, carabinieri e operai civili militarizzati fuori dall’Arsenale e dalla caserma Faravelli, passando a sud di Forte Peticchia, verso Villa Bianca e la palazzina del Comando Marina; una seconda compagnia di marinai uscì dalla caserma dei sommergibilisti (Faravelli) passando a nord dell’ospedale e di Forte Camiciotto, ma fu accolta da un forte fuoco di mortai tedeschi che ne ostacolò l’avanzata. I mortai colpirono duramente anche il Forte Camiccioto, mettendo a tacere le mitragliatrici pesanti che tentavano di coprire l’avanzata dei marinai e causando le prime vittime tra gli italiani – (quattro morti e tre feriti).

La compagnia del Comandante Avegno si trovò così ad avanzare su un terreno completamente aperto, e fu duramente colpita dal fuoco tedesco subendo molte perdite: lo stesso capitano Avegno cadde ucciso da una raffica di mitragliatrice mentre accorreva per assistere un ferito…

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