.
LA MADDALENA – Furono giorni di guerra, di sangue e di morte. Giorni nei quali, subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Italia precipitò nel caos e la Marina Militare si trovò ad affrontare uno dei momenti più drammatici della sua storia. In quelle ore, nelle acque della Sardegna e della Corsica, uomini e navi furono travolti dagli eventi.
La Maddalena, ancora oggi, ne conserva e ne rinnova la memoria, rendendo omaggio agli equipaggi della corazzata Roma e dei cacciatorpediniere Antonio da Noli e Ugolino Vivaldi, caduti nelle tragiche giornate del 9 settembre 1943.
Questa mattina, nella Banchina di Punta Chiara, a La Maddalena, tra il silenzio del mare, le uniformi schierate e il ricordo di migliaia di marinai caduti nelle ore più drammatiche dell’8 e 9 settembre 1943, si è svolta una commovente cerimonia commemorativa, presieduta dal Comandante Interforze del Presidio Militare della Sardegna, Ammiraglio di Divisione Enrico Pacioni.

La Cerimonia è stata presidposta e coordinata dal Presidio Militare di La Maddalena, nella persona del Capitano di Corvetta Antonio Catanzariti.

Alla presenza del Medagliere della Marina Militare, scortato dagli uomini dell’ANMI di La Maddalena, erano presenti il Vice Sindaco della Città, Federica Porcu; il parroco e cappellano militare, Don Umberto Deriu; il Capitano di Vascello Massimo Sciuto; la Vice Comandante della Scuola Sottufficiali della Marina Militare, Capitano di Fregata Paola Piroddi; il Capo del Compartimento Marittimo di La Maddalena, Capitano di Fregata Vittorio Vanacore; il Luogotenente (ANMI) Sebastiano Trigiglio figlio del superstite della Roma Carmine; i comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato; il Comandante del presidio militare dell’Esercito; i rappresentanti dei Vigili del Fuoco di Sassari, i rappresentanti della Croce Rossa Militare Italiana, delle Associazioni d’Arma della Aeronautica e della Marina e le Autorità civili del territorio, con i rappresentanti del Sindacato Marina.

Dopo la benedizione della Corona, a cura del Parroco Don Umberto Deriu, una motovedetta della Guardia Costiera con a bordo le Autorità, ha trasferito e deposto la Corona davanti al Monumento della Procellaria a Santo Stefano.


Presenti anche i rappresentanti del Comitato della Procellaria: il Presidente, Ammiraglio Mario Rino Me, accompagnato dall’Ammiraglio Giancarlo Orioni e dal Capitano di Vascello Giuseppe Crapulli.

Il Comitato della Procellaria, come è noto, è impegnato nella valorizzazione, nella tutela e nel recupero della memoria storica legata al Monumento della Procellaria, realizzato nel 1947 dallo scultore Carlo Fontana sullo Scoglio Roma, nell’Isola di Santo Stefano.
Il monumento, dedicato proprio alla memoria dei caduti della corazzata Roma e dei cacciatorpediniere Da Noli e Vivaldi, rappresenta uno dei luoghi simbolo della memoria della Marina Militare e degli avvenimenti del settembre 1943.
Una pagina dolorosa della Seconda guerra mondiale, scritta nel Mediterraneo a poche ore dalla proclamazione dell’armistizio. Una pagina che lega indissolubilmente la storia della Marina italiana a quella dell’Arcipelago di La Maddalena, teatro di avvenimenti militari decisivi e drammatici.
L’8 settembre 1943, infatti, la Regia corazzata Roma, ammiraglia della Squadra Navale italiana, lasciò La Spezia insieme alle altre unità della squadra, diretta verso La Maddalena, per poi dirigere verso la Grecia, secondo gli ordini impartiti dopo l’armistizio.
Ma il giorno successivo, giunta al traverso di Santa Teresa di Gallura, la squadra fu informata dal semaforista di Capo Testa che la piazzaforte di La Maddalena era stata occupata dalle forze tedesche, che attendevano l’arrivo della Squadra Navale con l’intento di catturarla.
L’Ammiraglio Carlo Bergamini, allora, nel tentativo di sottrarre le proprie unità alla cattura, ordinò alla formazione navale di dirigere verso La Spagna, con rotta iniziale verso l’Asinara.
Giunta nel Golfo dell’Asinara, la squadra venne attaccata pesantemente dagli aerei tedeschi.
Alle ore 15.57 circa, in posizione 41°10′ N – 08°40′ E – (a 16 miglia N/W dall’Isola de l’Asinara) – la Roma fu colpita da bombe radioguidate dagli aerei tedeschi. Le esplosioni provocarono gravissimi danni e la corazzata affondò rapidamente. A bordo morirono 1.393 uomini, tra i quali anche l’Ammiraglio Carlo Bergamini, comandante delle Forze Navali da Battaglia.
Nelle stesse drammatiche ore, anche i cacciatorpediniere Da Noli e Vivaldi, impegnati nelle operazioni nelle acque dell’Arcipelago e nello scontro con le forze tedesche, furono travolti dalla tragedia:
- Il Da Noli, nel tentativo di sottrarsi al nemico, venne poi affondato nelle Bocche di Bonifacio. Nella tragedia persero la vita 223 uomini dell’equipaggio, mentre altri risultarono dispersi.
- Il Vivaldi, gravemente danneggiato durante gli scontri nelle acque dell’Arcipelago, affondò successivamente. 58 uomini dell’equipaggio persero la vita, mentre 240 riuscirono a salvarsi.
Tre navi. Centinaia di uomini. Un’unica, immensa tragedia, consumata nel momento più drammatico della storia italiana

Oggi il ricordo torna a La Maddalena per restituire un volto e un significato a quei sacrifici.
Non una semplice celebrazione, ma un momento di memoria per gli uomini della Marina Militare che, dopo l’armistizio, si trovarono improvvisamente davanti a una guerra diversa, combattuta in condizioni di estrema incertezza e pagando un prezzo altissimo.
A 83 anni di distanza, il mare dell’Arcipelago continua a custodire la memoria di quei giorni…
E La Maddalena torna a ricordare chi non fece ritorno.

.
.
.

