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Teseo Tesei: “il genio del mare che fece del coraggio una missione”

Posted on 29 Settembre 202629 Settembre 2026 by ANMI LA MADDALENA

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LA SPEZIA – Il mare può essere un luogo che trasmette pace e tranquillità, ma anche grandi sfide, per le quali servono preparazione, intelligenza e coraggio. Nessuno incarna queste qualità meglio di Teseo Tesei, uno dei più grandi ufficiali della Marina Militare italiana e un uomo che ha scritto una pagina importante della storia navale del Novecento.

Nato all’Isola d’Elba nel 1909, Teseo Tesei era un brillante ingegnere navale e un ufficiale della Regia Marina. Fin da giovane dimostrò una straordinaria passione per la tecnologia e per il mare. Non si limitava a studiare i problemi: voleva trovare soluzioni innovative, anche quando sembravano impossibili.

Fu tra gli ideatori del Siluro a Lenta Corsa, conosciuto con il soprannome di “Maiale”: un mezzo subacqueo rivoluzionario che permetteva agli incursori di avvicinarsi di nascosto alle navi nemiche e compiere missioni ad altissimo rischio. Questa invenzione cambiò il modo di concepire le operazioni speciali in mare e rese la Marina italiana un punto di riferimento internazionale.

Ma Tesei non fu soltanto un inventore. Era anche un uomo disposto a mettere in gioco la propria vita per i suoi ideali.

Nel luglio del 1941 partecipò a una difficile missione contro il porto della Valletta, a Malta. Quando si rese conto che il tempo a disposizione non era sufficiente per mettersi in salvo, decise di proseguire ugualmente l’operazione, sacrificando la propria vita per permettere ai compagni di portare a termine la missione. Per questo gesto di straordinario coraggio gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Gli Arditi Incursori della Marina

Proprio nel Golfo della Spezia, e in particolare nella base del Varignano, ha sede il reparto d’élite della Marina Militare dedicato ai subacquei e agli incursori.

Dal 1960 questo reparto porta ufficialmente il nome di Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei” (COMSUBIN), in suo onore. È una delle unità più prestigiose delle Forze Armate italiane e rappresenta ancora oggi un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.

Ogni incursore e ogni palombaro che si addestra al Varignano passa sotto il nome di Teseo Tesei. Non è solo un’intitolazione: è un’eredità fatta di disciplina, preparazione, spirito di squadra e senso del dovere. Quei valori continuano a guidare uomini e donne che operano in missioni di soccorso, sicurezza e difesa in tutto il mondo.

La storia di Teseo Tesei ci insegna che il vero coraggio non consiste nell’assenza della paura, ma nella capacità di affrontarla per un bene più grande. Era un ingegnere che sapeva progettare, un militare che sapeva guidare e un uomo che non chiese mai agli altri ciò che non fosse disposto a fare lui stesso.

Per La Spezia, il suo significa memoria, ma anche il simbolo di una tradizione marinara fatta di competenza, innovazione e sacrificio. Chi osserva il comprensorio del Varignano vede una moderna base militare; chi conosce la sua storia sa che lì vive ancora l’eredità di un uomo che ha dedicato il proprio ingegno e la propria vita al mare.

Ecco perché Teseo Tesei continua a essere un esempio ancora oggi: perché ci ricorda che le imprese più grandi nascono dall’incontro tra intelligenza, passione e coraggio. Valori che, nel Golfo della Spezia, continuano a navigare ogni giorno.

Se Teseo Tesei fosse vissuto ai giorni nostri, probabilmente avrebbe continuato a muoversi lungo quella linea di confine tra il mare, la tecnica e la sperimentazione che aveva caratterizzato la sua esperienza. In un’epoca nella quale la tecnologia subacquea si è trasformata profondamente, il suo interesse per i mezzi, per l’innovazione e per la possibilità di operare sott’acqua avrebbe potuto incontrare settori oggi molto sviluppati: la robotica marina, i veicoli subacquei autonomi, i sistemi di navigazione e controllo, la ricerca oceanografica.

La sua attenzione alla progettazione e alla sperimentazione potrebbe trovare oggi un terreno naturale nei laboratori universitari e nei centri di ricerca che studiano il rapporto tra uomo e ambiente subacqueo. Dai droni sottomarini ai sistemi per il monitoraggio dei fondali, fino alle tecnologie utilizzate per la sicurezza e la manutenzione delle infrastrutture marine, molte delle sfide contemporanee richiedono quella stessa capacità di combinare conoscenze tecniche, esperienza sul campo e capacità di trovare soluzioni non convenzionali.

Ma immaginare Tesei nel presente significa anche chiedersi quale rapporto avrebbe avuto con la ricerca scientifica e con la formazione delle nuove generazioni. È plausibile pensarlo in un contesto nel quale ingegneria, università e industria lavorano insieme per sviluppare nuove tecnologie per il mare, soprattutto in un territorio come quello spezzino, dove la cultura navale e subacquea continua a incontrare ricerca e innovazione.

Rimarrebbe, naturalmente, una differenza fondamentale. Il mondo in cui Tesei operò era quello della guerra e delle operazioni militari; quello contemporaneo offre altri ambiti nei quali mettere alla prova capacità progettuali e conoscenze tecniche. Per questo, più che immaginare quali missioni avrebbe potuto compiere, si può provare a immaginare quali problemi avrebbe scelto di affrontare: forse la conoscenza degli abissi, la tutela degli ecosistemi marini, l’esplorazione dei fondali o lo sviluppo di tecnologie capaci di rendere più sicuro e sostenibile il lavoro dell’uomo sott’acqua.

È questa, forse, la domanda più interessante che la sua figura pone ancora oggi: non tanto che cosa avrebbe fatto Tesei nel nostro tempo, quanto dove avrebbe cercato, con gli strumenti della sua epoca, il limite successivo da superare.

(da La Gazzetta di La Spezia – 27 set 2026)

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